Salve a tutti dalla vostra Cuoca Fit, oggi voglio accompagnarvi in un viaggio semplice ma fondamentale. Imparare a riconoscere il cibo spazzatura, quel “junk food” che si nasconde ovunque, tra scaffali colorati, snack irresistibili e persino in prodotti che sembrano salutari ma non lo sono affatto.
In un mondo pieno di scelte rapide e ultraprocessate, capire cosa mettere davvero nel piatto è il primo passo per sentirsi meglio, avere più energia e proteggere la nostra salute. Preparatevi quindi a smascherare gli alimenti che non ci fanno bene e a fare scelte più consapevoli, senza rinunciare al gusto.
Come riconoscere il cibo spazzatura
Riconoscere il cibo spazzatura può sembrare un’impresa ardua, ma con il tempo ho sviluppato dei piccoli trucchi e dei metodi infallibili che ho affinato per riconoscerlo già ad una prima occhiata. Una delle prime cose da fare è sicuramente leggere gli ingredienti, se l’etichetta contiene numerosi ingredienti industriali, additivi, coloranti, aromi artificiali, emulsionanti o conservanti, è probabile che sia un prodotto ultra-processato.
Un altro trucco può essere quello di guardare la tabella nutrizionale, valori molto alti di zuccheri, glucosio, destrosio, saccarosio ecc. possono indicare che il prodotto sia un junk food. Valori di zuccheri oltre 15gr per 100gr di prodotto è già considerata una quantità elevata per molti alimenti. Anche se il prodotto ha quantità elevate di grassi saturi come l’olio di palma è considerato un junk food.
Alimenti ultra-processati
Si sente sempre più spesso parlare di alimenti ultra-processati, ma cosa sono realmente? Gli alimenti ultra processati sono prodotti industriali ottenuti attraverso molteplici processi di trasformazione e contenenti ingredienti che normalmente non si usano nella cucina domestica, come emulsionanti, aromi artificiali, coloranti, dolcificanti, addensanti e conservanti.
Per la classificazione di questi alimenti viene utilizzato il sistema NOVA (Sistema sviluppato dal gruppo di ricerca coordinato da Carlos Augusto Monteiro presso la Universidade de São Paulo) che distingue gli alimenti in base al grado di trasformazione in quattro gruppi da 1 A 4 in base al grado e allo scopo della trasformazione industriale.
Ma fate attenzione, il sistema NOVA non valuta direttamente se un alimento è nutrizionalmente un cibo spazzatura, ma valuta il grado e lo scopo della trasformazione industriale. Per esempio un pane integrale industriale con emulsionanti può essere NOVA 4 pur avendo un buon profilo nutrizionale, oppure una bevanda vegetale senza additivi ma con l’aggiunta di aromi, emulsionanti e stabilizzanti può diventare NOVA 4.
Tutto ciò che è goloso è cibo spazzatura?
Una domanda che sento spesso è proprio questa. È uso comune pensare che un cibo goloso sia cibo spazzatura, ma in realtà come abbiamo visto precedentemente non è proprio così. Alcuni alimenti possono essere molto calorici ma non essere cibo spazzatura, come ad esempio la frutta secca, il cioccolato fondente o lo yogurt greco, che io utilizzo molto ad esempio per cucinare il mio Vitello in salsa di yogurt greco, senape e dragoncello.
Oltre l’etichetta
Sicuramente leggere l’etichetta del prodotto rimane il primo passo per riconoscere il cibo spazzatura, ma voglio condividere con voi anche un altro piccolo trucco quando siete al supermercato. Ponetevi questa semplice domanda: potrei preparare qualcosa di simile nella mia cucina usando ingredienti normali? Se la risposta è sì, con ogni probabilità avete davanti un alimento buono, come potrebbe essere un pane, uno yogurt, un minestrone. Se invece la risposta è no, allora è molto probabile che si tratti di cibo spazzatura, come snack, merendine o prodotti pieni di ingredienti impronunciabili e additivi che non usereste mai nelle vostre ricette.
Inoltre fate molta attenzione alle scritte che trovate sulle confezioni. Termini come Bio, senza glutine, protein, light o vegan non significano automaticamente che un prodotto sia salutare. Spesso queste etichette vengono usate come strategia di marketing per farci percepire un alimento come “migliore”, anche quando la lista degli ingredienti racconta tutt’altra storia. Ricordate che un prodotto può essere Bio, ma comunque pieno di zuccheri, oppure vegan ma ultra-processato.
Appena inizierete a osservare gli alimenti con questo approccio, vi accorgerete che eliminare del tutto il cibo spazzatura è quasi impossibile. Sono ovunque e fanno parte della nostra quotidianità. L’obiettivo però non è demonizzarli, ma fare in modo che rappresentino solo una piccola parte della dieta, lasciando spazio soprattutto ad alimenti semplici, riconoscibili e preparabili anche nella vostra cucina.
Raccontatemi la vostra esperienza, avete cambiato il vostro approccio nella scelta dei prodotti al supermercato? Sono curiosa di sapere come vi state trovando e quali difficoltà o scoperte avete fatto lungo il percorso. Attendo le vostre condivisioni nei commenti!
Saluti, la Cuoca Fit
