Salve a tutti dalla vostra Cuoca Fit, fin da quando ero bambina ho sempre adorato le uova, in ogni loro forma e ricetta. Crescendo, però, mi sono imbattuta in miti e leggende che le riguardano. Oggi voglio sfatarli insieme a voi, per rendere la vostra cucina ancora più sicura, consapevole e genuina.

Metodo di conservazione

Uno dei primi miti da sfatare è sicuramente quello del luogo di conservazione. Quando le acquistiamo al supermercato possiamo notare che non sono riposte nel reparto frigo, quindi di conseguenza questo ci porta a pensare che non sia necessario riporle in frigorifero quando le portiamo a casa.

In realtà è un errore pensarla così, come pubblicato in questo articolo dall’istituto superiore della sanità, le uova vanno conservate in frigo, nel loro contenitore originale e al centro, per evitare sbalzi di temperatura. Questo perché gli sbalzi di temperatura potrebbero far proliferare più facilmente i batteri come la salmonella, come indicato dall’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare).

Tempi di conservazione

Gli esperti dell’EFSA hanno analizzato le conseguenze di un eventuale prolungamento della “data di vendita raccomandata” e della “data di durata minima” per le uova, consumate da sole o come ingredienti di prodotti alimentari. La data di vendita raccomandata è la data ultima in cui i negozi possono mettere in vendita le uova; la data di durata minima è il periodo durante il quale le uova mantengono le loro qualità al meglio, ad es. la consistenza e il sapore.

Se la data di vendita raccomandata per il consumo domestico delle uova viene estesa da 21 a 28 giorni , il rischio d’infezione aumenta del 40% e del 50% rispettivamente per le uova crude e per le uova poco cotte. Nello scenario peggiore, in cui la data di vendita raccomandata è 42 giorni e la data di durata minima è 70 giorni, il rischio è circa tre volte più elevato di quello corrente, sia per le uova crude sia per le uova poco cotte.

Nello stesso documento dell’EFSA viene inoltre evidenziato che se la Salmonella è presente all’interno delle uova, può moltiplicarsi più rapidamente con l’aumento della temperatura e del tempo di conservazione. Tuttavia cuocere completamente le uova riduce il rischio d’infezione. È importante sapere che la data minima di durata è quella riportata sulla confezione.

Lavare le uova

Un’altra domanda che mi sono sempre posta è: prima di metterle in frigorifero, le uova vanno lavate? Beh, insomma… ho sempre pensato che non è che escano proprio da un posto pulitissimo, povere galline. Quindi l’idea più comune è che vadano lavate prima di usarle. E invece no. Niente di più sbagliato.

Come chiarisce anche il Regolamento Delegato (UE) 2023/2465 della Commissione Europea, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 17 agosto 2023, lavare le uova prima della conservazione non è affatto consigliato. In generale, è opportuno che le uova non siano lavate o pulite perché simili pratiche possono danneggiare il guscio, che possiede una serie di proprietà antimicrobiche e costituisce un’efficace barriera contro le contaminazioni batteriche.

Macchie rosse sulle uova

È credenza popolare che le macchie rosse sulle uova indichino che l’uovo è fecondato. Ma è più semplice di quanto si creda, queste macchie in realtà non sono altro che piccoli coaguli di sangue che possono formarsi durante l’ovulazione della gallina, quando un minuscolo vaso sanguigno dell’ovaio o dell’ovidotto si rompe e una piccola quantità di sangue viene incorporata nell’uovo durante la sua formazione. Le uova con piccole macchie di sangue sono generalmente sicure da consumare se correttamente cotte, come indicato dall’Agricultural Research Service U.S. DEPARTMENT OF AGRICULTURE.

L’uovo che galleggia

La famosa prova del bicchiere, quella in cui l’uovo galleggia nell’acqua, è un test che potete fare tranquillamente a casa. Il problema non è la prova in sé, ma la credenza che ci sta dietro. Molte persone, infatti, sono convinte che se l’uovo galleggia allora è marcio.

In realtà le cose non stanno proprio così, il galleggiamento non indica automaticamente che l’uovo sia andato a male, ma dipende da un altro fattore molto meno intuitivo. Il galleggiamento indica soltanto che l’uovo è più vecchio, con il passare del tempo l’acqua contenuta nell’uovo evapora attraverso i pori del guscio e la camera d’aria interna aumenta di volume. Quando la camera d’aria diventa sufficientemente grande, l’uovo può galleggiare. Questo esperimento viene spiegato bene dallo United States Department of Agriculture.

Uova crude

Mangiare uova crude, addirittura un tempo, si davano ai bambini soprattutto per tradizione e per il loro valore nutrizionale, ma le raccomandazioni attuali privilegiano le uova cotte perché più sicure dal punto di vista microbiologico. Le uova non sono tutte contaminate da salmonella. La stragrande maggioranza delle uova è sicura, per cui molte persone in realtà, hanno consumato uova crude senza problemi, Il rischio esiste ma è relativamente basso per il singolo uovo, tuttavia le conseguenze possono essere importanti, soprattutto nei bambini piccoli. Quindi è sempre meglio mangiarlo cotto in quanto elimina il rischio microbiologico e non riduce in modo significativo il valore nutrizionale delle proteine dell’uovo.

Spero di avervi aiutato ad aprire gli occhi su questi argomenti pieni di miti e leggende che, spesso, non hanno nulla a che vedere con le indicazioni fornite dalle istituzioni competenti.

Raccontatemi nei commenti quali di questi miti vi ha sempre fatto credere cose assurde… oppure confessate quello che combinavate prima di scoprire la verità. Dai, non fate i timidi, vi aspetto con i vostri commenti.

Saluti, la vostra Cuoca Fit.

About Author

La Cuoca Fit

Sono una semplice appassionata di cucina che, a un certo punto della sua vita, ha fatto delle scelte per stare e sentirsi meglio.
Le mie ricette non vogliono sostituire il parere di un nutrizionista o dietista, ma semplicemente sensibilizzare chi, ad esempio, sceglie sempre una frittura perché pensa che altrimenti il piatto non sappia di niente.
Da qui nasce Ricette Fit: scelgo di mangiare meglio per sentirmi meglio, senza rinunciare al gusto.

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