Il baccalà è uno di quegli ingredienti che ti chiede di rallentare. Non è un pesce da prendere, tagliare e buttare in padella: prima di arrivare alla ricetta, c’è un piccolo rituale da rispettare. Dissalarlo e reidratarlo è un gesto che ha qualcosa di antico, quasi meditativo. Mia nonna lo faceva senza pensarci, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Io, ogni volta, mi ritrovo a seguire gli stessi passaggi con quella sensazione di cura che solo certe preparazioni sanno dare.

Prima di tutto, una precisazione che sembra banale ma non lo è: baccalà e stoccafisso non sono la stessa cosa. Il primo è merluzzo conservato sotto sale, il secondo è merluzzo essiccato all’aria. A complicare le cose ci si mette il Veneto, dove per tradizione si chiama “baccalà” anche lo stoccafisso: il baccalà alla vicentina, per esempio, si fa proprio con quello. Qui parlo del baccalà sotto sale, ed è proprio il sale che ci obbliga a questa lunga fase di ammollo.

Come dissalo il baccalà: il metodo del cestello immerso

Il metodo tradizionale funziona, certo, ma può diventare un po’ scomodo. Io preferisco un sistema che rende tutto più ordinato: immergo il baccalà in acqua fredda usando un cestello o uno scolapasta. In questo modo, quando arriva il momento di cambiare l’acqua, non devo recuperare i pezzi uno per uno dal fondo della bacinella. Sollevo il cestello, lascio sgocciolare qualche secondo, svuoto e ricomincio.

Prima di immergerlo, lo sciacquo bene sotto acqua fredda per eliminare il sale superficiale. Se il filetto è molto spesso, lo divido in tranci regolari: non solo si dissalano meglio, ma riacquistano più facilmente la loro consistenza naturale.

Poi arriva la parte più semplice: il cestello nella bacinella, acqua fredda fino a coprire tutto, e via in frigorifero. L’acqua va cambiata ogni 6-8 ore, con costanza. Non è un processo da fare di fretta: il baccalà ha bisogno di tempo per perdere il sale e riassorbire l’acqua che ha perso durante la conservazione. Di solito servono 36-48 ore, ma ogni pezzo è una storia a sé: dipende dallo spessore, dalla quantità di sale, dalla dimensione. I tranci più spessi possono chiedere anche qualche ora in più.

L’acqua fredda è fondamentale. Non serve scaldarla, non serve cercare scorciatoie: il pesce deve reidratarsi lentamente, mantenendo la sua struttura. E il frigorifero è obbligatorio: un ammollo così lungo non va mai fatto a temperatura ambiente.

Il mio piccolo trucco prima di cucinarlo

C’è un errore che vedo fare spesso: fidarsi ciecamente delle ore indicate. Il baccalà non è un ingrediente standardizzato. Ogni pezzo ha la sua sapidità, la sua storia, il suo tempo.

Per questo, prima di usarlo, stacco un pezzetto, lo sbollento qualche secondo e lo assaggio. È l’unico modo per capire se è pronto. E soprattutto non aggiungo sale automaticamente alla ricetta. Anche dopo la dissalazione, il baccalà conserva una sua sapidità naturale che va rispettata. È la differenza tra un piatto equilibrato e uno che ti fa cercare un bicchiere d’acqua dopo il primo boccone.

3 ricette leggere con il baccalà

Una volta dissalato, il baccalà diventa un ingrediente sorprendentemente versatile. Non è obbligatorio friggerlo o affogarlo in condimenti pesanti. Può essere fresco, elegante, leggero. Ci sono tre ricette che lo dimostrano benissimo: tre modi completamente diversi di portarlo in tavola.

1. Carpaccio di baccalà, pesche noci e parmigiano con salsa ai mirtilli

Carpaccio di baccalà con pesche noci, Parmigiano, rucola e salsa ai mirtilli
Fresco, colorato e giocato sui contrasti tra mare, frutta e note acidule.

Questa ricetta è un piccolo colpo di scena. Il baccalà, che molti immaginano solo cotto, qui diventa un carpaccio fresco e delicato. Le pesche noci aggiungono succosità, il Parmigiano a scaglie porta sapidità e croccantezza, la rucola dà carattere. E poi c’è la salsa ai mirtilli, che lega tutto con una nota acidula e cremosa.

La salsa è una crema leggera preparata con mirtilli, yogurt greco, ricotta, aceto di mele, miele e olio extravergine. È proprio questo gioco di contrasti a rendere il piatto così interessante: il morbido del pesce, la dolcezza della frutta, la freschezza della salsa.

Attenzione se lo prepari crudo. Il pesce crudo può contenere larve di anisakis, un parassita che si neutralizza solo con la cottura o con il congelamento. Per il carpaccio serve quindi baccalà abbattuto oppure, se usi il congelatore di casa, congelato per almeno 96 ore a -18 °C in un freezer a tre o più stelle. La dissalazione da sola non rende il pesce idoneo al consumo a crudo.

2. Baccalà al vapore con avocado e salsa di anguria

Baccalà al vapore con avocado, anguria, lamponi e mandorle
Fresco, colorato e ricco di contrasti estivi.

La cottura al vapore è una delle mie preferite quando voglio mantenere il pesce morbido e compatto. Qui il baccalà viene cotto dolcemente e poi accompagnato da avocado, anguria, lamponi e mandorle. Un piatto che profuma d’estate.

L’avocado porta cremosità, l’anguria freschezza, i lamponi una punta acidula, le mandorle la croccantezza che completa tutto. La salsa, preparata frullando anguria, lamponi, lime e zenzero, è liscia e brillante, perfetta per avvolgere il pesce senza coprirlo. È una ricetta che sorprende per la sua leggerezza e per la capacità di valorizzare il baccalà senza sovrastarlo.

3. Ravioli integrali ripieni di baccalà mantecato

Ravioli integrali con baccalà mantecato light, pomodoro e basilico
Ravioli rustici, pomodoro vivace e basilico fresco.

Qui il baccalà cambia completamente ruolo: non è più un protagonista “a vista”, ma diventa il cuore di un ripieno cremoso racchiuso in una pasta integrale dal carattere rustico.

È una ricetta che richiede più tempo, più pazienza, più manualità. Ma è anche quella che racconta meglio quanto il baccalà possa essere trasformato. La pasta integrale aggiunge un sapore più deciso, che si sposa benissimo con la morbidezza del ripieno.

Baccalà leggero non significa baccalà senza gusto

La cucina leggera non è una sottrazione. Non è togliere olio, togliere condimenti, togliere sapore. È un modo diverso di costruire il piatto, giocando con contrasti e consistenze.

Il baccalà si presta benissimo a questo approccio: la frutta porta dolcezza e acidità, le erbe aromatiche aggiungono profumo, la frutta secca crea croccantezza, le salse leggere danno cremosità senza appesantire.

Ed è esattamente ciò che succede nelle tre ricette: pesche e mirtilli nel carpaccio, anguria, avocado e mandorle nel piatto al vapore, il ripieno morbido dentro la pasta integrale rustica nei ravioli.

La cosa più importante? Non avere fretta

Il baccalà è un ingrediente che ti insegna a rispettare i tempi. La dissalazione non si improvvisa. Non si accelera. Si accompagna. Il mio metodo del cestello non serve a ridurre le ore necessarie: serve a rendere tutto più pratico. Ma il tempo rimane il suo ingrediente principale.

E poi c’è la regola d’oro: assaggiare prima di salare. Il baccalà deve mantenere il suo carattere. Dissalarlo non significa renderlo neutro, ma riportarlo al punto in cui può finalmente esprimersi.

Da lì, tutto è possibile: un carpaccio fresco, un piatto al vapore, dei ravioli integrali. Tre ricette, tre interpretazioni, un solo ingrediente che, se trattato con pazienza, sa restituire una quantità sorprendente di possibilità.

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La Cuoca Fit

Sono una semplice appassionata di cucina che, a un certo punto della sua vita, ha fatto delle scelte per stare e sentirsi meglio.
Le mie ricette non vogliono sostituire il parere di un nutrizionista o dietista, ma semplicemente sensibilizzare chi, ad esempio, sceglie sempre una frittura perché pensa che altrimenti il piatto non sappia di niente.
Da qui nasce Ricette Fit: scelgo di mangiare meglio per sentirmi meglio, senza rinunciare al gusto. E proprio perché le domande su alimentazione e salute non smettono mai di arrivare, è nata Dica 33, la rubrica in cui il nostro Marco incontra medici e nutrizionisti per dare risposte che io non posso darvi.
Leggi tutta la mia storia →.

2 Comments

  1. Lidio Campopiano says:

    Interessante

    1. Grazie Lidio

      Mi fa molto piacere che hai apprezzato l’articolo su come dissalare il Baccalà
      Ti aspetto al prossimo

      A presto,
      La Cuoca Fit

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